Rev 2 La buona scelta Agora Servizi

 

Complesso Abaziale di Rivalta Scrivia

La proposta offre la possibilità di visitare, in piena autonomia e con mezzi propri (nei giorni di sabato e domenica) la città di Tortona e il suo polo museale: il Museo del Mare, l’Abbazia Cistercense di Rivalta Scrivia, “il Divisionismo” Pinacoteca Fondazione C.R. Tortona, il Museo Diocesano di Arte Sacra e Palazzo Guidobono, sede di mostre temporanee. L’offerta è rivolta a individuali, famiglie e piccoli gruppi.

Accessibilità

Tortona è raggiungibile in treno in circa un’ora da Milano o da Genova (percorrendo l’autostrada A7) e con qualche decina di minuti in più da Torino e da Piacenza (autostrada A21), oppure in treno. La Stazione di Tortona è sulla linea Milano Genova e sulla linea Torino Piacenza. Ha treni ogni ora da e per la stazione di Alessandria.

Programma

Sabato -  Arrivo a Tortona a mezzogiorno per il check-in presso l’Hotel prescelto.

Pranzo leggero a base di Agnolotti, una specialità piemontese nella variante tortonese allo stufato. Passeggiata al parco del Castello di Tortona, dove sono visitabili le rovine del Forte di Tortona fatto abbattere da Napoleone primo nel 1800. Da questo belvedere immerso nel verde si può osservare tutta la città di Tortona e gran parte del territorio circostante.

Dalle ore 16:00 alle 19:00 visita guidata al Museo del Mare e alle mostre di Palazzo Guidobono.

Cena in ristorante a scelta tra: etnico, vineria/tavola fredda, ristorante con degustazione eccellenze enogastronomiche del territorio.

Rientro in Hotel, relax e pernottamento.

Domenica - Alle ore 10:00 visita guidata all'Abbazia Cistercense di Santa Maria, che si trova a pochi chilometri fuori dalla città, in frazione Rivalta Scrivia.

Abbazia cistercense di Santa Maria di Rivalta Scrivia

Nella campagna oltre il torrente Scrivia, un lungo viale di platani porta all'antica Abbazia di Rivalta Scrivia, le cui origini risalgono al 1180.

L'ampio territorio pianeggiante, compreso tra i torrenti Scrivia e Orba, nel medioevo era impraticabile, selvatico e paludoso: grazie ai monaci seguaci di San Bernardo, provenienti dall'abbazia di Lucedio, la zona fu bonificata in funzione della produzione agricola.

L’edificio presenta la caratteristica architettura cistercense tra il romanico lombardo e il gotico francese. Nell’interno, a tre navate, consistente ciclo di affreschi (recuperati durante i restauri del 1941-42) di diverse mani datato tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento; alcuni riquadri appaiono riconducibili all´intervento di Franceschino Boxilio (o Bosilio).Il pittore castelnovese firma due opere, il San Cristoforo del quarto pilastro a destra (datato 1497) e le due scene con la Vergine, il Bambino e un monaco certosino con la sovrastante figura del Cristo Redentore.

Interessante la copertura della superstite sala capitolare, con volte poggianti su quattro colonne, mentre del chiostro, riedificato nel XV secolo su base precedente, la leggibilità è oggi ampiamente compromessa. A fianco dell’abbazia, alla metà del XVII, fu edificata un’imponente residenza nobiliare di cui si possono ammirare gli ampi loggiati. L'abbazia, la cui chiesa era parrocchia già nel 1576, viene soppressa con decreto napoleonico nel 1810.

Dopo il complesso abaziale, si suggerisce una breve visita nei dintorni per vedere il territorio che i romani bonificarono, dando il via allo sviluppo dell’agricoltura di queste terre (della loro presenza sono ancora visibili le tracce delle centuriazioni e di tratti di strade ancora oggi sono percorse) e che i monaci cistercensi dell’Abbazia di Rivalta Scrivia resero ancora più florida, grazie alla realizzazione di numerose rogge per l’irrigazione dei campi (ancora funzionanti dopo quasi mille anni).

Cascine in terra cruda e il comando della Battaglia di Marengo

In quest’area particolare interesse rivestono anche le numerose case in terracruda (dette “trunere”) e cascine.

In una di queste, la cascina Torre Garofoli, fu posto il comando delle truppe francesi, guidate dal Primo Console Napoleone Bonaparte, durante la vittoriosa battaglia sugli austrici a Marengo il 14 giugno 1800. La vittoria consolidò il suo prestigio e gli permise di porre le basi per salire al trono di Francia.

Per pranzo l’ospite può scegliere uno dei ristoranti del centro di Tortona e ivi concentrare la sua visita sull’esposizione permanente “il Divisionismo” Pinacoteca Fondazione C.R. Tortona (che ospita un centinaio di opere eseguite tra fine ‘800 e inizi ‘900 dai maggiori artisti divisionisti, in primis Giuseppe Pellizza da Volpedo) e sull Museo Diocesano di Arte Sacra.

Musei e ristoranti del Centro storico di Tortona

Tortona è una città dal passato ricco di vicende e di personaggi illustri, che affonda le sue radici ben prima di Roma e che ha continuato ad essere tenacemente presente e viva in ogni periodo della sua storia plurimillenaria, passando da protagonista attraverso le epoche e le distruzioni, le alterne dominazioni, senza mai vedere intaccata la propria identità municipale.

Il percorso alla scoperta del suo importante patrimonio storico-artistico può iniziare da Piazza Duomo  e proseguire con la visita dell’antica Chiesa di Santa Maria dei Canali (risalente all’XI secolo), del cortile e chiostro quattrocentesco dell’Annunziata e del Teatro Civico annesso.

Un luogo che caratterizza Tortona è lo splendido parco del Castello, polmone verde della città, situato in zona collinare, dal quale si gode un magnifico panorama che va dall’Appennino Ligure-Piemontese ai principali rilievi dell’arco alpino.

Il Parco è raggiungibile con una breve passeggiata (10 minuti a piedi) partendo dal centro storico cittadino.

il Divisionismo Pinacoteca Fondazione C.R. Tortona

Si tratta di uno spazio museale che si propone di documentare una stagione di grande importanza della cultura artistica italiana tra Ottocento e Novecento attraverso la varietà e l’originalità dei linguaggi pittorici utilizzati non solo dai grandi maestri divisionisti, ma da personaggi che hanno dato voce a culture per così dire periferiche per lungo tempo sottovalutate. Il percorso espositivo risulta incentrato intorno al fertile dialogo tra i diversi interpreti di una tecnica audace che ha saputo rappresentare le istanze di un secolo nuovo: dagli artisti socialmente impegnati degli anni Novanta dell’Ottocento fino agli approcci empirici in ambito simbolista e ai primi saggi dei protagonisti della rivoluzione futurista per i quali il divisionismo costituiva il linguaggio della modernità. A capolavori, quali Piazza Caricamento, Il golfo di Genova, Lo sciopero, Mattino in officina, Ulivi ad Albaro di Plinio Nomellini, Mi ricordo quand’ero fanciulla (Entremets) e Incensum Domino! di Angelo Morbelli, Il seminatore e Ultimi pascoli di Carlo Fornara, La venditrice di frutta (Ona staderada) di Emilio Longoni, La raccolta del fieno di Giovanni Segantini, La via del Calvario e Adorazione dei magi di Gaetano Previati, Quando gli uccelletti vanno a dormire di Vittore Grubicy, si legano e si confrontano importanti opere di notevole originalità di firme meno conosciute, come Benvenuto Benvenuti, Galileo Chini, Giuseppe Cominetti, Giovanni Battista Crema, Camillo Innocenti, Giorgio Kienerk, Baldassarre Longoni, Guglielmo Amedeo Lori, Serafino Macchiati, Cesare Maggi, Giuseppe Mentessi, Matteo Olivero, Angelo Torchi. Orari apertura: Sabato e Domenica dalle ore 15.00-19,00. Ingresso gratuito. Visite guidate su prenotazione durante tutta la settimana per gruppi. Visite guidate per scuole (gratuite) e laboratori didattici su prenotazione (costo è di € 2 a bambino, compresi i materiali didattico).

Attività didattiche per le famiglie su prenotazione: il sabato e la domenica.

Per saperne di più: https://tortonaoggi.it/pinacoteca-il-divisionismo-di-tortona/https://tortonaoggi.it/la-pinacoteca-tortona-1500-battute/

Museo Diocesano di Arte Sacra

La nuova realtà museale è ubicata all’interno del complesso dell’ex Seminario Vescovile, nei locali al piano terreno, primo e secondo dell’ala meridionale, distribuiti su due dei tre lati della corte interna e si viene ad aggiungere ai già funzionanti archivio e biblioteca diocesani, completando così la costituzione del Polo Culturale Diocesano di Tortona.

Il percorso museale si snoda su tre livelli, attraverso un itinerario tematico e cronologico che vede protagoniste opere prima conservate nel Palazzo vescovile, nei depositi del Seminario e nelle sale espositive del primo allestimento realizzato nel 2004. Alcune opere che necessitavano di tutela immediata hanno trovato nel Museo una sistemazione sicura se pur provvisoria. Un gruppo di opere, infine, fa parte delle collezioni civiche.

Confluite in tempi differenti nei depositi comunali provenienti da enti ecclesiastici soppressi, non sono mai state esposte e ora trovano una loro adeguata collocazione in virtù di una convenzione sottoscritta tra la Diocesi e l’Amministrazione Comunale Tortonese.

Al piano terreno nell’ala che si affaccia su via del Seminario, oltre alla sala di accoglienza con il front office e il book shop, si trova il locale che ospita i laboratori didattici, dotato di lavagna interattiva multimediale.

Il Museo tiene conto nel progetto espositivo delle diverse identità geografiche che compongono la Diocesi: Novese, Oltregiogo, Pavese e Oltrepò, Tortonese. Le sale espositive del piano terreno, come nuclei autonomi, raccontano due significativi aspetti della storia della Diocesi con opere salvate dal rischio della dispersione fra gli anni Settanta e Ottanta del XX secolo.

Nella prima è stata creata la sala dei beni librari, dove hanno trovato collocazione alcuni volumi della Biblioteca Diocesana, nonché alcune pergamene recentemente restaurate e parti del preziosismo Codex Purpureus Sarzanensis, risalente alla fine del V secolo. Attraverso un lettore multimediale touchscreen è inoltre possibile visionare tutte le pagine superstiti di detto Codex, riprodotte ad altissima definizione.

Nel secondo spazio si possono ammirare alcuni arredi provenienti dalla ex basilica minore di N.S. di Loreto, divenuta ora, dopo un salvifico intervento di restauro, sede della chiesa ortodossa romena, che annovera in città un folto numero di fedeli. Il Museo d’Arte Sacra fa parte del progetto "Città e Cattedrali”, che coinvolge diverse Diocesi e ha come obiettivo la valorizzazione del patrimonio storico e artistico dei luoghi di culto del Piemonte e Valle d’Aosta.

Orari apertura: giovedì e venerdì dalle ore 9,30 alle 12,30 – sabato e domenica dalle ore 15,30 alle 18,30. In altri orari possibilità di visite su prenotazione per gruppi e scolaresche. Quotazioni a partire da € 60,00 (formula B&B)

Prenota le tue vacanze a Tortona

Per informazioni e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Cell. 333 4392330

chinafrendly

CaDelMonte.jpg
Cantieri-Sportivi.jpg
bannerenotecaacqui
cortedibrignano
Logomondo.jpg
vivitortona