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tortona-torre-del-castelloIl Parco del torrente Scrivia, regala la possibilità di effettuare passeggiate a piedi o in bicicletta. Gli itinerari segnalati si snodano lungo l’alveo del torrente per sentieri pianeggianti con passaggi particolari rappresentati da alcuni guadi. Nitticore, garzette, aironi cinerini, il rarissimo tarabuso ed il timido cavaliere d’Italia, germani sono alcuni esempi della fauna che si può incontrare. Il Parco del Castello offre al visitatore la suggestiva zona collinare che domina Tortona con stradine pedonali immerse nel verde. L'itinerario cittadino de “La Strada del Vino Colli Tortonesi” è il massimo per chi vuole conoscere Tortona  attraverso il gusto: avrà così  la possibilità di assaporare gli ottimi vini, i fantastici baci di dama e baci dorati e l’insuperabile prosciutto, la fragola profumata di Tortona, la gazzosa rossa, il tartufo bianco e il tartufo nero, lista minima delle prelibatezze tortonesi. I “I Baci di Dama” e la “Fragola Profumata di Tortona” fanno parte dei PAT (elenco dei Prodotti  Agro-alimentari Tradizionali della Regione Piemonte).


Nella zona nord dell’abitato è visibile la Necropoli Monumentale in località Fitteria mentre, poco lontano, nei pressi del cimitero sono visibili alcune parti della cinta muraria della cittadella romana scoperte nel 1999. Altre opere murarie, di epoca romana e medioevale si trovano in via alle Fonti e sul Castello. Nel cortile dell’oratorio della Chiesa di San Matteo è parzialmente visibile il presunto sepolcro dell’imperatore Maggiorano, ucciso a Dertona nel 461. Di epoca medioevale sono una casa in via Pinto, con bella finestra ad arco acuto, decorata con cornice in terracotta ed un edificio a due piani in corso Leoniero, recentemente restaurato. Nel cortile dell'ex Municipio è visibile un elegante colonnato, lato superstite del chiostro del convento dell’Annunziata, con volte a crociera ed archi a tutto sesto. In via San Marziano si incontra il complesso chiamato “La Trinità”, ricordo della Chiesa e convento dei padri Eremitani di Sant’Agostino; all’interno, a cornice del cortile, l’elegante portico dell’antica struttura del convento con ampie arcate a tutto sesto, gettate su colonnette di granito. Nel centro storico sono da segnalare importanti edifici religiosi.
La Cattedrale, dedicata a San Lorenzo e Maria Assunta, venne iniziata nel 1574 e aperta al culto nel 1583. Al suo interno, oltre al coro ligneo cinquecentesco e gli arredi intagliati della sacrestia, si segnalano pitture di notevole pregio realizzate da Aurelio Luini, Giuseppe Vermiglio, Giovan Mauro della Rovere detto il Fiamminghino, Guglielmo Caccia detto il Moncalvo. Pregevoli pezzi di oreficeria e argenteria fanno parte del cosiddetto “tesoro del Duomo”.

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La chiesa di Santa Maria dei Canali (XI sec.), la più vecchia della città, ha subito nei secoli diversi interventi che ne hanno trasformato le linee romaniche originali. Tra le navate sono visibili una tavola di scuola leonardesca raffigurante la Natività e un dipinto del Fiamminghino dedicato all’Annunciazione. La chiesa di San Matteo ha origini risalenti al XII secolo ma è stata rifatta interamente tra il XVII e il XVIII secolo. In essa sono conservati una Madonna con Bambino, attribuita a Barnaba da Modena, e un grande crocifisso ligneo di epoca trecentesca.
San Giacomo era una chiesa, con annesso ospizio dei Templari, già esistente nel 1252. Venne abbattuta nel 1770 e ricostruita, con una rilevante architettura tardo-barocca su progetto di Carlo Riccardi, per volere del cardinale Carlo Alberto Guidobono Cavalchini.
Interessanti opere d’arte si trovano nella Chiesa dei Cappuccini che risale al 1664: un polittico con Madonna e Santi, una tavola del ‘400 di autore ignoto, due tele del Moncalvo (una raffigura Madonna e Santi e l’altra San Giovanni da Capestrano). L’Oratorio di San Rocco è un altro esempio di barocco. Fu edificato nel 1630. All’interno vi sono opere pittoriche del XVII secolo. Poco rimane dell’antica chiesa di San Michele (documentata nel XIII secolo); quello che oggi si può vedere non è altro che il risultato di infelici restauri e rimaneggiamenti che ne hanno completamente stravolto l’originale struttura.
tortona-madonna-della-guardiaIl Santuario della Madonna della Guardia è il luogo di culto fermamente voluto dal beato don Luigi Orione. Fu costruito nel 1931 sul sito dell’antica chiesa della Beata Vergine delle Grazie, davanti alla quale predicò nel 1418, secondo una tradizione, San Bernardino da Siena. Il tempio è stato realizzato in stile neogotico su progetto dell’architetto Chiappetta. Il 28 agosto 1959, Papa Giovanni XXIII illuminava, mediante impulso radio, la monumentale torre alta 74 metri sovrastata dalla Madonna in bronzo dorato. Il Santuario, che venne solennemente consacrato con il titolo di Basilica nel 1991, contiene le spoglie mortali del fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza e quelle dei suoi successori.

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