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Lo splendore del passato di Tortona lo si può trovare non solo nei monumenti romani o nelle chiese, ma anche nei diversi palazzi, appartenuti a famiglie nobili, che abbelliscono la parte vecchia della città.
Adiacente al Duomo si trova il Palazzo Vescovile. Fu costruito alla fine del XVI secolo, per merito del Vescovo Cesare Gambara, nel tipico stile della Controriforma; venne ristrutturato in epoche successive prendendo la forma attuale nel periodo barocco. Nel suo interno sono contenute importanti opere della pittura piemontese e lombarda: un trittico su tavola di Macrino d’Alba, una Madonna con Bambino, Sant’Anna e Santa Margherita del Moncalvo, una Pietà con i Santi Francesco e Carlo Borromeo del Fiamminghino.
Palazzo Guidobono (sede del Museo) è una dimora signorile del XV secolo, sede anche dei governatori sabaudi di Tortona, conserva un soffitto ligneo quattrocentesco, con motivi decorativi ed araldici, e pitture di artisti tortonesi e non, già citati in altre parti di questo opuscolo.
Edifici altrettanto importanti sono: Palazzo Malaspina, che sorge sull’omonima piazza, è una pregevole costruzione del XVIII secolo con ampi saloni affrescati al primo piano; Palazzo dei Marchesi Busseti, con un bel portale e balcone settecentesco, ospita una scuola; Palazzo Passalacqua, con cortile a colonnato, conserva al suo interno eleganti salotti ed un affresco di L. Vacca, “Il ratto di Europa”.
Vi è poi Palazzo Guidobono Cavalchini Garofoli, rilevante esempio di edilizia nobiliare dichiarato monumento nazionale, con la facciata realizzata, su disegni di Carlo Riccardi, nel 1773. Nei suoi accoglienti e sontuosi ambienti, nobilitati da dipinti ed arazzi di grande livello artistico, venne ospitato Papa Pio VII nel 1814 e nel 1815. La terrazza che guarda verso via San Marziano è circondata da una balaustra in ferro battuto e pietra di notevole pregio.
Completa il quadro delle costruzioni importanti il Teatro Civico. Venne costruito su progetto di Pietro Pernigotti, ingegnere tortonese, tra i 1836 e il 1838. Di linee sobriamente neoclassiche, è costituito da tre ordini di palchi finemente decorati da fregi pittorici e stucchi. Sul sipario, importante opera di L. Vacca, è raffigurato il mito di Orfeo e Euridice.

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Presso Palazzo Guidobono (ex Museo Civico) sono visibili il sarcofago di Elio Sabino e, nel cortile, resti di mura, acquedotto, tombe, colonne.

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